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Comune della provincia di Catanzaro di sole 769 anime che si affaccia sul mare a 650 m.s.l. Pare sia stato fondato dagli Albanesi. A quei tempi, il nome del borgo era Villa Aragona, si pensa, invece, che la denominazione attuale derivi dal dialetto riferendosi al termine anda, ossia terreno incolto.

Secondo altre ipotesi potrebbe derivare dalla lingua arbëreshë usata dai suoi abitanti o dal nome longobardo di persona Andilo. La storia racconta, invece, che il nome deriverebbe dalla frase che venne pronunciata agli albanesi sbarcati in loco, ossia "andate lì". Il comune di Andali fa parte delle comunità minoritarie arbëreshë in Italia, ha preservato la cultura e la lingua arbëreshë, ma ha perso il rito bizantino-greco. Andali è un piccolo paese silenzioso e quasi spopolato con un centro storico che presenta molti elementi interessanti di architettura e di folklore arbereshe. Oggi conta poco meno di mille abitanti di origine albanese, che conservano a stento il ricordo della lingua dei padri. Scarni oramai gli elementi caratterizzanti l’origine etnica di questa comunità: l’emigrazione e anche la notevole distanza dai centri albanesi di Calabria hanno contribuito a far si che la sopravvivenza degli antichi costumi si affievolisse con il passare del tempo. Da visitare è la piccola Chiesa Matrice il cui edificio originario risale alla prima metà del XVII secolo. Ancora oggi ad Andali sopravvivono in parte alcune delle antiche tradizioni, la lingua originale è parlata solo dagli anziani, i quali conservano anche qualche tipico e coloratissimo costume tradizionale.