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Comune di 1.830 abitanti della provincia di Cosenza, situato a 612 m.s.l.m. Fondata dagli Enubri e chiamata con il nome Kalasarna per via dell’abbondanza dei pascoli e della fertilità dei campi. In seguito il nome cambiò in Campana.

Secondo alcuni storici calabresi il cambiamento di nome sarebbe stato determinato dalla presenza in paese di una grossa campana che doveva servire per chiamare a raccolta i casalesi impegnati nei lavori dei campi al fine di difendersi dal pericolo sempre incombente delle incursioni dei Saraceni. Sembra sia stata abitata fin dall’Età del Ferro. L'infeudazione di Campana si avrà soprattutto con gli Angioini nel secolo XIII. Dopo un breve periodo, durante il quale il feudo fu di Muzio Matera, dal 1417 Campana lega la sua storia a quella di Cariati. Le famiglie nobili che si avvicendarono furono: Polissena Ruffo, Marino Marzano. Anche Campana fu sconvolta dai terremoti del 1825 e 1836 dopo dei quali si innescò il processo di sviluppo. Camminando per i suoi prati è impossibile non fermarsi di fronte a due monoliti di notevole dimensione, distanti tra loro circa tre metri. A una prima impressione sembrano scolpiti, perché presentano lineamenti che richiamano figure conosciute. Il primo rappresenta un elefante di cinque metri di altezza, che potrebbe assomigliare anche ad un preistorico mammuth. L’altro raffigurerebbe fino alle ginocchia, due gambe umane sedute, il resto di un'ipotetica figura umana scomparsa. Intorno vi sono diversi ciottoli forse provenienti dalle stesse statue. Sotto il profilo storico-artistico interessanti sono: la Chiesa Madre con un poderoso campanile romanico; quella della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli del Cinquecento; la seicentesca chiesa di Sant’Antonio con l’annesso ex convento dei francescani riformati; il santuario extramurale della Madonna delle Grazie, il palazzo Moro, sede del municipio; il monumento ai Caduti di tutte le guerre; una torre normanna. A Campana sono presenti caratteristiche "botteghe" che espongono prodotti tipici rigorosamente artigianali e tante le maestranze. L’agricoltura e l’allevamento fanno da padroni, ottima la produzione di carne di razza podolica.