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Caloveto, un comune collinare di origini medievali della provincia di Cosenza, conta 1.267 abitanti ed è posto a 385 m.s.l.m. Nacque nel secolo IX, quando un gruppo di monaci acemeti vi si stabilì, scavando nella roccia una serie di grotte che funsero inizialmente da monastero.

Successivamente, attorno ad esso, si formò una piccola comunità agricola che pian piano diede origine a Caloveto. La zona tuttavia risulta abitata fin dall’età paleolitica. Il toponimo, compare nelle forme Calivito e Caliveti, deriva dal greco “kalubìtes”, "abitanti di capanna", riferito alle casupole costruite nei pressi del cenobio e che costituirono il nucleo originario del borgo. Non manca però chi ritiene che il nome della località vada riportato al latino CALVETUM, inteso nel senso di "luogo brullo". Il monastero ospitò nel 1003 S.Bartolomeo da Rossano, che vi restò per tutto il tempo in cui non si perfezionò nello studio dei sacri testi e nella disciplina della vita monastica. Il paese si estese passando da una dominazione all'altra. Infeudato inizialmente ai Sangineto, Caloveto passò successivamente ai Santangelo, ai Ruffo di Montalto, ai Guindazzo fino ai Sambiase, Principi di Campana. Nel 1799 fu compreso nel Cantone di Cirò. Nel 1807 fu inserito nel "Governo" di Cariati. Retrocesso a frazione di Cropalati nel 1928 fu ricostituito come Comune autonomo nel 1934. Il centro storico è formato dalla Piazza dei Caduti e dalla Chiesa matrice dedicata appunto al patrono; procedendo poi verso la zona del "Pedale" si può ammirare la grotta di San Giovanni. L’agricoltura e la viticoltura sono le attività prevalenti.