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Comune di 1.677 abitanti della provincia di Crotone, situato a 646 m.s.l.m. È un borgo che offre, ancora oggi, peculiarità artistiche e ambientali del tutto insolite. Il territorio, ricco di grotte e sorgenti di acque minerali, ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 950 metri.

Le prime notizie certe sull'esistenza della cittadina risalgono al X secolo. Il paesino è costituito da un intreccio di piccole strade e di vicoli che conducono tutti al castello ai piedi del quale sorge la Villa Comunale; un parco suggestivo soprattutto per le sue rocce calcaree dalle forme insolite. Nel corso della sua storia plurisecolare, Caccuri, fu colpita da diverse calamità naturali tra le quali lo spaventoso terremoto del 1638 che provocò il crollo di gran parte dell’abitato e quello del 1832, meno devastante, ma che produsse anch’esso danni notevoli al tessuto urbano. Attualmente il paese è diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande, attuale Piazza Umberto; Porta Piccola e Porta Nuova. Caccuri fu feudo di Polissena Ruffo, moglie di Francesco Sforza e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti Barracco. Il paese si presenta ricoperto, quasi totalmente, da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo. Il Santuario di San Rocco (nei pressi di Porta Piccola) si trova in prossimità delle mura che proteggevano il borgo dagli assalti. Si dice, sia stato edificato in occasione di un’epidemia in onore del Santo Patrono. All'ingresso del paese si presenta la fontana di Canalaci, si pensava, infatti, che il miglior benvenuto che si potesse offrire al turista fosse un meritato rinfresco, dopo lo stancante viaggio; al lato di questa è scolpito uno stemma dell'Università di Caccuri del XVI secolo in pietra serena. L'atmosfera, tipicamente medievale, del borgo viene ricreata annualmente nel mese di agosto nel corso della “giornata medievale”, manifestazione che richiama appassionati e curiosi. Inoltre, Caccuri è conosciuto per il Premio Letterario per la Saggistica che si svolge ogni anno il 9 e il 10 agosto. L’economia di questo piccolo borgo si regge sull’agricoltura, si producono: cereali, frumento, ortaggi, olive, uva, agrumi e altra frutta; è praticato anche l’allevamento di bovini, suini, ovini e caprini.