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È un comune della provincia di Catanzaro che conta 1.399 abitanti, situato a 494 m.s.l.m. Il territorio si estende dalla Sila Piccola fino a raggiumgere la costa del Mar Ionio, giusto a metà strada tra Crotone e Catanzaro.

La sua posizione permette di raggiungere in breve tempo il mare e la Sila. Belcastro sorge su uno sperone roccioso, alla cui sommità si erge il castello medievale dei conti D’Aquino. Secondo alcuni studiosi sarebbe il luogo di nascita del filosofo e santo Tommaso D’Aquino. La struttura della cittadina è quella peculiare del borgo medievale, dove si avvicendano ai caratteristici vicoli della parte vecchia del paese, zone di nuova costruzione situate nella parte bassa. Particolarmente numerose sono le chiese, tra cui l'ex Cattedrale di S. Michele Arcangelo, la Chiesa di S. Maria della Pietà e i monumentali ruderi della Chiesa della SS. Annunziata. Dopo essere stato a lungo feudo dei d'Aquino, Roberto d’Angiò nel 1300 le cambiò il nome in Bellocastrum data l'assoluta amenità del luogo. Nel 1500 Federico d’Aragona la concesse a Costanza d'Aquino, duchessa di Francavilla. Successivamente venne infeudata dai duchi Sersale e dai baroni Poerio. Data l'importanza del luogo nel 1806 i francesi la elevarono a Distretto della Calabria. Il Risorgimento vide impegnati molti  belcastresi: Andrea Rivoli, Tommaso Trivolo, Giuseppe Gualtieri e Michele Galati de' Diano, che nel 1861 divenne primo Sindaco di Belcastro sotto il nascente Regno d’Italia. Belcastro fu anche sede vescovile dal IX secolo fino al 1818. Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la cinquecentesca parrocchiale di San Michele, in stile romanico; la chiesa della Pietà, nella quale è possibile ammirare pregevoli opere d’arte, tra cui una Madonna con Bambino di fattura bizantina; il palazzo Poerio; i ruderi del castello dei D’Aquino e della torre detta “Mastra”. L’economia si regge prevalentemente sull’agricoltura, si producono olio, frumento e cereali.