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Piccolo fazzoletto di terra, ricadente nel territorio della Sila piccola, 710 m. s.l.m. conta meno di mille anime. Non esistono notizie certe circa il borgo di Albi, è stato ipotizzato risalga all’anno Mille. Le origini, da un lato vengono collegate all’etimologia

stessa del nome che potrebbe risalire ad Agostino Albi, dall’altro, invece, vengono ricondotte al termine albus (bianco) in riferimento al candore delle pietre della zona. Ad albi sono passate diverse dominazioni, spagnola, oggi visibile nei resti del castello detto “del Torrazzo” mentre sotto la dominazione borbonica si affermò l’elemento borghese e sorse il fenomeno del latifondismo. 

Il devastante terremoto del 1783, distruttivo per la Calabria, comportò la ricostruzione delle città, che cambiò, radicalmente il suo volto. Un borgo che si snoda fra strette vie e salite che dalla chiesa matrice intitolata ai Santi Pietro e Paolo, che si erge nel centro del paese, giungono ai ruderi della chiesa dell’Oliveto, nella parte alta di Albi, costeggiando pregevoli opere d’arte che colpiscono i visitatori. Altri luoghi sacri presenti sono la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, i ruderi dell’antica chiesa di Santa Maria della Misericordia Abbazia di suggestivo impatto e bellezza, di Santa Maria di Pesaca e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Possente invece è palazzo Garcea, un tempo dimora di questa nobile famiglia.
Albi è anche una cittadina ricca di opere d’arte, tra queste il Monumento Corea, eretto in onore dei caduti, che suggella la fratellanza tra la comunità locale e quella coreana, i musei ancora in fase di allestimento, sulla storia dei briganti e sull’antica civiltà contadina, i ruderi del castello posto tra Albi e Taverna, la torre, di recente restaurata, il palazzo Parrotta. Appena inaugurato Il Museo della Civiltà agrosilvopastorale, delle Arti e delle Tradizioni del Parco Nazionale della Sila, che si colloca nell’ambito di un progetto di riqualificazione del territorio Silano.
L’economia del Comune si basa principalmente sull'agricoltura, soprattutto di foraggi, olive e uva e l'allevamento di bvini e caprini.